LETTERATURA... CHE PASSIONE!

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Letteratura... che passione!

  1. Senza un perché, di Michele Columbu
  2. Il villaggio elettronico, di Michelangelo Pira
  3. Racconti della montagna, di Antonangelo Liori
  4. I racconti del sole, di Diddo Ciani
  5. Nessuno è nessuno, di Aldo Pili
  6. In su celu siat. Voci soliste e coro per fantasmi, di Anna Castellino
  7. Mischinéddus. Storia minuscola dei chicos della ruota. 1583-1652, di Anna Castellino
  8. Novelline popolari, di Enrica Delitala
  9. Pensiero stupendo, di Gavino Angius
  10. Paristorias, di Tonino Oppes
  11. Pueblo, di Raffaele Puddu
  12. S’Ardia, di Raffaele Puddu
  13. Diario poetico e civile, di Luigi Crespellani
  14. Bello, bello anche il mondo di quaggiù! Letteratura e poesia nella Cagliari del Novecento, di Mercede, Francesca e Teresa Mundula
  15. Nuoro nella bella epoque, di Gianni Pititu
  16. La coscienza e il coraggio, a cura di Giovanna Caltagirone
  17. Italia Magicaa cura di Giovanna Caltagirone e Sandro Maxia
  18. The Desert in Travel Writing, di Radhouan Ben Amara
  19. La poesia dei poveri. La letteratura in lingua sarda, di Gavino Angius
  20. Torri e mare, di Antonio Romagnino

Un percorso che – dal romanzo storico (Mischineddus, Pueblo) al noir (In su celu), dalla favola futuribile (Villaggio elettronico) ai racconti (della montagna, del sole e Pensiero stupendo), dalle leggende mitologiche (Paristorias) alle novelline popolari, dal romanzo urbano (Nessuno e nessuno, S’Ardia) a quello fantastico di montagna (Senza un perché) – ci restituisce l’essenza solare e mediterranea della Sardegna assieme al suo lato più profondo e misterioso.
Ma non solo narrativa: anche la riflessione sulla grande letteratura della modernità (Nuoro nella Bella Epoque, La coscienza e il coraggio)  e su quella fantastica  (Italia Magica) o su quella di viaggio (The Desert in Travel Writing) o sulla letteratura in lingua sarda (La poesia dei poveri), offre potenti strumenti per comprendere la natura dell’isola e dei suoi abitanti, recuperarne la storia e affacciarsi a un futuro in cui l’insularità, lontana tanto dall’isolamento che dalla globalizzazione, sia piuttosto un traghetto verso la libertà e la multiculturalità.
Non può mancare, infine, la voce di coloro per i quali la parola scritta e la cultura sono state innanzitutto strumento di emancipazione non solo individuale ma anche civile all’interno della comunità (Diario poetico, Torri e mare, Bello bello il mondo di quaggiù!).