Il libro:
Nel solco di una via sarda al fascismo nasce negli anni Venti del
Novecento la rivista «Mediterranea» che si richiama
idealmente al sardo fascismo, nato dalla confluenza nel partito
fascista di numerosi dirigenti del Partito sardo d’azione. La
rivista si rifaceva alla trasformazione spirituale operata dal
combattentismo e dal sardismo e dal loro innesto, come sardo fascismo,
nella nuova compagine nazionale. La cultura della sardità
veniva vista come integrata nel contesto mediterraneo, nel quale
l’Italia doveva riconquistare il suo antico prestigio,
obiettivo considerato prioritario dalla politica fascista.
«Mediterranea», uscita per nove anni, ebbe come
collaboratori i più rilevanti intellettuali della Sardegna
tra le due guerre mondiali, diventando un importante punto di
riferimento per gli autori e gli studiosi sardi che affrontarono le
trasformazioni e i mutamenti in atto nel campo economico, sociale e
culturale. Sotto la direzione di Antonio Putzolu, Dionigi Scano e
Sebastiano Deledda, la rivista annoverava tra i collaboratori: Antonio
Scano, Luigi Falchi, Damiano Filia, Sebastiano Pola, Carlo Aru, Antioco
Casula (Montanaru), Raffaele Ciasca e i giovani Nicola Valle, Francesco
Alziator, Raffaello Delogu, Loddo Canepa, gli artisti Francesco Ciusa,
Filippo Figari, Stanis Dessy, Remo Branca, Mario Delitala e Tarquinio
Sini dei quali venivano pubblicati disegni e fotografie.
L’autore:
Francesco Atzeni,
[Monserrato (CA), 1949], docente di Storia contemporanea presso
l’Università di Cagliari.
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