Il libro:
In questo volume, che apre per le Edizioni AM&D la collana
«Carte di santi e di dannati»,
viene ricostruita con documenti, disegni e fotografie la storia inedita
e sconosciuta dei manicomi di Cagliari.
L’antico ospedale cagliaritano di Sant’Antonio
Abate ospitava in Sardegna i malati mentali fino a quando la Provincia
di Cagliari non riuscì a creare la prima struttura
psichiatrica moderna: un reparto nell’ospedale San Giovanni
di Dio a metà Ottocento e, successivamente, il trasferimento
nei caseggiati della località Is Stelladas e nella vicina
tenuta sul colle di Villa Clara.
Agli inizi del Novecento la costruzione del nuovo manicomio di Villa
Clara, fondato e gestito dall’Amministrazione Provinciale di
Cagliari, su suggerimento del direttore Sanna Salaris, venne ispirata
dai migliori modelli psichiatrici europei, e affiancata da
un’azienda agricola con bestiame, orti, vigne e migliaia di
alberi messi a dimora per volontà della provincia.
Le studiose e archiviste Anna Castellino e Anna Paola Loi hanno
ricostruito con rispetto e partecipazione la storia rimossa dei
sedicimila pazienti che vissero nei padiglioni e nei cortili di Villa
Clara.
Il disagio psichico attraversa cartelle cliniche, progetti, disegni,
fotografie, lettere dei parenti e lettere dei pazienti mai spedite:
segni indelebili delle disperazioni e dei sogni dei reclusi in
un’istituzione totale sciolta nel 1998, in seguito alla Legge
Basaglia. I pazienti raccontano, con intensità commovente,
la storia di chi varcava il cancello più bello della
città dietro il quale si perdevano per sempre le
identità precedenti di uomini, donne e bambini. Per rendere
meno amaro il ricovero, che durava tutta la vita, il magnifico cancello
concedeva l’ultima illusione quella che dava
l’impressione, come scrisse il suo progettista, “di
esser condotti in un locale di delizie, piuttosto che in una casa di
salute”.
Le autrici:
Anna Castellino
e Anna Paola Loi,
funzionarie presso il Ministero per i Beni e le Attività
Culturali, da anni lavorano alla valorizzazione del patrimonio
archivistico sardo, con pubblicazioni, mostre e altre numerose
attività divulgative. In questo libro si sono avvalse della
preziosa collaborazione degli psichiatri Maria
Ferri e Giovanni Sanna.
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