Il libro:
Prima Guida al Parco Geominerario Storico e
Ambientale della Sardegna (inserito
dall’Unesco nella rete dei geositi-geoparchi patrimonio
dell’Umanità, membro della rete mondiale dei
Geoparks, comprende 8 aree, 3500 km quadrati, 85 comuni)
Le miniere visitabili in Sardegna,
un patrimonio convertito al turismo slow e tematico in uno degli
scenari più emozionanti del Mediterraneo. La storia di
ciascun sito: dalla scoperta dei filoni di piombo, zinco, rame e
argento, alla grande epopea dello sfruttamento (all’incirca
da metà Ottocento a metà Novecento) con la
nascita di villaggi e interi paesi, immigrazioni da tutta Europa e
nuovi capitoli nella storia industriale d’Italia,
dall’abbandono delle attività estrattive alla
riconversione in chiave culturale-turistica.
Il piacere di andare in galleria anche per i pigri, i claustrofobici o
le famiglie: con il trenino tra montagna e mare senza scendere
sottoterra (Galleria Henry a Buggerru), in barca lungo la costa che
Jacques Cousteau nell'enciclopedia del mare del 1983 definì
"la più bella d'Europa e forse del mondo": quella tra
Fontanarmare e Porto Flavia, davanti al faraglione del Pan di Zucchero.
Dentro grotte delle meraviglie che brillano per le concrezioni di
calcare (Santa Barbara a Iglesias), nel bacino minerario che i geologi
di tutta Europa vengono a studiare (Monteponi a Iglesias). Nella
Barbagia attorno a Gadoni, dove si trova uno dei più ricchi
filoni di rame (miniera di Funtana Raminosa) e una rete di cunicoli
spettacolari come ai tempi dei romani. E ancora a Montevecchio
(Guspini), per visitare palazzi principeschi restaurati di recente,
come quello dei Sanna: 22 stanze, trompe l'oeil, lampadari di Murano in
oro zecchino oppure a Ingurtosu (Arbus) tra la più grande
colonia di cervi d'Europa (1500) ormai padroni della straordinaria
archeologia industriale a due passi da spiagge
“esotiche” dove nidificano le tartarughe marine.
Infine nella Grande Miniera di Serbariu (Carbonia) diventata due anni
fa la sede del Centro italiano cultura del carbone, con un museo
interattivo multilingue e la possibilità di una visita alla
galleria (anche per i disabili) dove toccare con mano tutti i metodi di
estrazione.
Attorno alle sette meraviglie del Parco – le miniere oggi
visitabili – vi è un territorio dove
l’ospitalità è ancora un culto, le
feste un rito collettivo e il cibo un piacere grazie a prodotti freschi
e genuini. Ecco allora, nella guida,
tutte le indicazioni di festival, sagre,
luoghi da non perdere nei dintorni
(musei, templi punici, nuraghi, grotte, cantine), alberghi,
agriturismi,
b&b, ristoranti, indirizzi
e siti utili per una vera vacanza.
LE
MINIERE VISITABILI IN SARDEGNA:
• Funtana Raminosa a
GADONI
• Montevecchio a GUSPINI
• Monteponi e Santa Barbara a IGLESIAS
• Porto Flavia (Masua) a IGLESIAS
• Ingurtosu a ARBUS
• Galleria Henry a BUGGERRU
• Serbariu a CARBONIA
Mining sites open to the public,
surrounding museums, temples and grottos, excursions to the seaside or
inland, festivals, various forms of accomodation and good restaurants:
a guide to a lesser known, wild Sardinia, rich in potential experiences
for the curious tourist.
L'autrice:
Susanna Lavazza,
giornalista professionista dal 1986, ha lavorato o lavora in
varie testate nazionali, tra le quali Il Corriere
della Sera, Anna, Dove
e da diversi anni si occupa di viaggi e cultura. È nata a
Sesto San Giovanni (Mi), ma alcuni pensano che sia protosarda.
|