Il libro:
Quali sono i meccanismi che determinano il decollo economico di
territori dove sono prevalenti saperi e modi di produzione che si
tramandano da tempo in maniera immutata? Il volume tenta di dare una
risposta a questo interrogativo studiando la dinamica di un sapere
locale, la coltelleria di Sardegna, diffuso da secoli nel territorio
regionale.
Dopo un excursus storico sul radicamento dell'attività del
coltellinaio nell'isola, il libro prende in esame i risultati derivanti
da un'indagine censuaria che ha permesso di conoscere l'espansione del
mercato per un prodotto in cui la Sardegna, con i centri di Pattada,
Guspini, Arbus e Santulussurgiu, è diventata
leader.
Dopo la seconda guerra mondiale, quando ormai l'attività
produttiva tradizionale del coltellinaio era scomparsa nel resto
d'Italia, l'isola ha visto crescere la domanda per il coltello
realizzato con tecniche tradizionali.
Queste tecniche di produzione, insieme alla forma e alla materia prima
impiegata, hanno fatto del coltello della Sardegna un bene identitario
e hanno permesso l'espansione del mercato che ora non è
costituito esclusivamente dal mondo agropastorale, ma anche dal turismo
e dal collezionismo.
In questo modo il know-how regionale, pur trasformandosi gradualmente
fino a far diventare il coltellinaio un artigiano altamente
specializzato, assicura una certa posizione monopolistica a chi lo
possiede.
Le opportunità di sviluppo non mancano, sebbene siano
presenti molti pericoli di cui gli operatori del settore non sempre
sono consapevoli.
L'autore:
Antonio Sassu (Sassari 1941) è ordinario di politica
economica presso l'Università di Cagliari. Ha insegnato e
svolto ricerche nelle università di Cambridge (GB), di Yale
e di Stanford (USA). È autore di numerosi saggi scientifici
in tema di sviluppo economico e di progresso tecnologico. Ha ricoperto
e tuttora ricopre incarichi istituzionali. È direttore della
rivista "Cooperazione Mediterranea".
Al libro hanno collaborato Simone Atzeni e Antonella Scalas del
Dipartimento di Scienze economiche e sociali dell'Università
di Cagliari.
Le sezioni iconografiche sono state curate da Francesco Marras con
immagini dei fotografi Roberto Graffi ed Elio Alfio Quattrocchi.
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